
Dal 23 al 30 maggio 2026, ALTO Rooftop Cervia presso l’Hotel La Villa del Mare, ospiterà la quinta edizione di ALTO Cocktail Festival, uno degli appuntamenti più interessanti in Italia per chi osserva l’evoluzione della miscelazione contemporanea, della cucina e della pizza d’autore.
Kamado Pro sarà sponsor tecnico dell’evento, cme ha gia fatto in passato con altre manifestazioni simili, e coinvolgerà alcuni marchi e fornitori selezionati, tra cui Kamado Joe, Monolith, Rizzoli e MAM Forni.
La presenza nasce dentro un contesto preciso: un festival in cui il cocktail non viene trattato come elemento separato dal piatto, ma come parte di un percorso gastronomico più ampio. Cucina, bar, pizza, sala, prodotto e servizio diventano linguaggi collegati. Ogni elemento contribuisce alla costruzione del gusto.

ALTO Cocktail Festival nasce con un’impostazione diversa rispetto agli eventi costruiti solo su banchi d’assaggio.
Il pubblico non si limita a provare drink e piatti in successione. Entra in relazione con bartender, chef, pizzaioli, aziende e professionisti dell’ospitalità. Il festival diventa così un luogo di confronto, dove il lavoro sull’ingrediente, il metodo di preparazione e l’abbinamento tra parte liquida e parte gastronomica vengono messi al centro.
Negli ultimi anni la miscelazione è uscita dal ruolo di semplice aperitivo o dopo cena. In molti contesti è diventata uno strumento gastronomico vero e proprio, capace di dialogare con acidità, parte grassa, vegetali, spezie, fermentazioni, cotture, impasti e salse.
Allo stesso modo, la pizza d’autore non viene più letta soltanto come prodotto autonomo. Sempre più spesso entra in percorsi costruiti su farciture, stagionalità, cotture, servizio e abbinamenti con il bere miscelato.
ALTO Cocktail Festival intercetta proprio questa direzione: non separare i mondi, ma farli lavorare nello stesso racconto.

ALTO Rooftop si trova sulla terrazza panoramica del Villa del Mare Spa Resort di Cervia, affacciata sul mare Adriatico. Non è soltanto una sede per il festival. È un progetto con una propria identità, costruito attorno a ristorante gastronomico, cocktail bar d’autore, ospitalità, design, musica e atmosfera.
La sua forza sta nella capacità di non essere percepito come semplice ristorante d’hotel, ma come spazio autonomo. Un luogo in cui cucina, bar e socialità convivono dentro una proposta riconoscibile.
Per un evento come ALTO Cocktail Festival, questa cornice è centrale. Il luogo non fa da sfondo. Partecipa alla lettura complessiva del progetto. La terrazza, il mare, il servizio, la musica, la cucina e il bar costruiscono un contesto in cui ogni dettaglio deve essere coerente.
Anche gli strumenti di cottura come quelli con la brace, quando entrano in uno spazio di questo tipo, devono essere scelti e gestiti con la stessa attenzione.

ALTO Cocktail Festival è ideato e diretto da Niccolò Amadori, bar manager e guida creativa di ALTO Rooftop. La sua lettura del festival parte da un concetto chiaro: cocktail, cucina e pizza non sono più mondi separati. Condividono ricerca sull’ingrediente, precisione, sensibilità gastronomica e capacità di costruire abbinamenti.
Il bartender lavora su aromaticità, acidità, temperatura, consistenza, botaniche, distillati, infusioni e parte amara. Lo chef lavora su materia prima, concentrazione, contrasti, cotture e sequenza del piatto. Il pizzaiolo lavora su impasto, fermentazione, forno, topping, parte grassa, acidità e bevuta.
Quando questi tre ambiti si incontrano, il risultato non è una somma di elementi. È un sistema più complesso, dove ogni scelta deve avere una funzione.

La cucina di ALTO Rooftop è affidata allo chef Leonardo D’Ingeo.
La sua proposta lavora su sapori intensi, acidità, fermentazioni, concentrazioni e radici pugliesi rilette in chiave contemporanea. È una cucina che cerca profondità e riconoscibilità, mantenendo un rapporto stretto con il lavoro del bar.
Questo aspetto è importante perché spiega bene il carattere gastronomico del progetto.
ALTO non separa cucina e cocktail. Li mette in comunicazione. Il piatto può nascere pensando al drink. Il drink può essere costruito leggendo la struttura del piatto. Una salsa, una fermentazione, una nota vegetale, una parte affumicata o una componente acida possono diventare elementi condivisi tra cucina e bar.
La proposta gastronomica di ALTO Rooftop si muove tra fine dining e tapas bar: una cucina curata, ma dinamica, fatta anche di assaggi, porzioni condivisibili e preparazioni pensate per stare dentro il ritmo di un rooftop contemporaneo.

Il format 2026 di ALTO Cocktail Festival si sviluppa in diversi momenti della giornata.
L’Aperitivo, dalle 19:00 alle 21:00 al Lounge Piano 0, prevede un live cooking tematico costruito dalle guest che si alterneranno durante le serate, con una miscelazione dedicata all’aperitivo italiano.
Dalle 21:00 alle 23:00, sul rooftop, prende forma l’Experience Bar: un pairing dinner con uno specialist bartender, uno specialist BBQ e un top pizza chef, articolato su 4 portate e 4 drink.
Sempre dalle 21:00 alle 23:00, l’Experience Restaurant porta in scena un pairing dinner a 8 mani, con la coppia di ALTO Cocktail Bar e ALTO Restaurant, formata da Niccolò Amadori e dallo chef resident Leonardo D’Ingeo, insieme a una coppia specializzata nel pairing.
Dalle 23:00 alla chiusura, il Dopo Festival torna al Lounge Piano 0 con un live cooking di pizza pensato in forma conviviale, legato a uno stile di miscelazione tropicale e ai pestati anni Novanta.
Questa struttura rende il festival molto interessante per chi lavora nella ristorazione. Non si tratta di un singolo momento, ma di una sequenza di servizi, abbinamenti, preparazioni e dialoghi tra professionisti diversi.

L’apertura ufficiale dell’edizione 2026 sarà sabato 23 maggio con l’Opening Party.
Sarà il primo momento di incontro tra chef, bartender, partner, brand e professionisti del settore. Un contesto informale, ma utile per leggere la natura dell’evento: non solo pubblico finale, ma anche relazione tra operatori dell’ospitalità.
Questo aspetto dà al festival una dimensione professionale più netta.
Gli eventi di questo tipo non servono soltanto a presentare nomi o prodotti. Servono a far circolare idee, osservare nuove direzioni, incontrare persone che lavorano ogni giorno su cucina, sala, bar, pizza, fornitura e servizio.

L’edizione 2026 prevede anche tre talk di approfondimento su temi attuali dell’ospitalità, realizzati con giornalisti, associazioni ed esperti del settore.
È un dettaglio significativo, perché sposta il festival oltre la sola dimensione serale.
ALTO Cocktail Festival diventa anche un luogo in cui leggere cosa sta accadendo nella ristorazione contemporanea: il ruolo della sala, il rapporto tra pizza e cocktail, le nuove forme di servizio, il dialogo tra bar e cucina, il modo in cui il pubblico vive oggi il bere miscelato e il cibo.
Per chef, cuochi, bartender, pizzaioli e ristoratori, questo tipo di confronto è utile perché permette di osservare il settore da una prospettiva più ampia.

La line-up 2026 riunisce cocktail bar di riferimento, ristoranti d’autore, chef e pizzaioli che stanno interpretando in modo nuovo il rapporto tra drink, cucina e convivialità.
Non è solo una lista di ospiti. È il segnale di un cambiamento più ampio: cucina, pizza e bar stanno lavorando sempre più spesso dentro lo stesso progetto di gusto.
Tra i nomi annunciati per la parte bar figurano Giulia Caffiero del Geranium, Martina Bonci di Gucci Giardino, Lucia Montanelli del Vesper Bar, Federico Biserni e Alessandro Marin di Himkok, Benjamin Cavagna del 1930 e Davide Diaferia di Nucleo Roma.
Per la parte food, tra chef e pizzaioli, compaiono Benedetta Romano del Geranium, Enrico Croatti di Moebius Milano, Davide Fiorentini di O’ Fiore Mio, Federico Sisti di Frangente, Lorenzo Sirabella di Dry Milano, Edoardo Tilli di Podere Belvedere, Antonio Pappalardo di Cascina dei Sapori e Federico Del Moro di Crunch Roma.
Il valore della line-up sta nella varietà dei linguaggi. Cocktail bar, ristoranti, pizzerie e professionisti con approcci diversi vengono chiamati a lavorare dentro lo stesso scenario.

Uno degli aspetti più interessanti del festival è che guest e venue non sono semplici presenze in calendario.
Ogni serata nasce dal confronto tra drink e piatto, tra gesto professionale e interpretazione personale. Le proposte non vengono presentate come elementi separati, ma come parti di un progetto costruito intorno all’abbinamento.
Questo rende il festival più vicino a un laboratorio operativo che a una normale rassegna.
Quando uno chef, un bartender o un pizzaiolo entrano in un format di questo tipo, non portano soltanto una ricetta. Portano un modo di leggere l’ingrediente, il servizio, il tempo, il calore, la bevuta e il rapporto con l’ospite.
Kamado Pro sarà sponsor tecnico dell’evento e coinvolgerà alcuni marchi e fornitori selezionati, tra cui Kamado Joe, Monolith, Rizzoli e MAM Forni.
Kamado Joe e Monolith rappresentano due riferimenti nel mondo delle griglie kamado. Sono sistemi versatili, adatti a chi vuole lavorare con il carbone in modo controllato, passando dalla cottura diretta alla cottura indiretta, dalla finitura all’affumicatura, fino a preparazioni che richiedono una gestione più lunga del calore.
Rizzoli porta il tema delle griglie professionali a carbone e delle soluzioni pensate per il lavoro reale sul fuoco vivo. Strumenti utili quando la cucina deve gestire porzioni, spiedi, vegetali, carne, pesce e preparazioni da servizio con tempi precisi.
MAM Forni entra nel campo della pizza e dei prodotti da forno, un ambito centrale in questa edizione di ALTO Cocktail Festival, dove il rapporto tra pizza e cocktail viene messo al centro di una riflessione più ampia.
Questi strumenti non sono alternativi tra loro. Possono rispondere a funzioni diverse dentro lo stesso progetto gastronomico.
Il kamado può dare profondità.
La griglia professionale può sostenere il servizio.
Il forno può lavorare su impasti, cotture e finalizzazioni.
Il carbone può diventare la matrice comune di più preparazioni.

In un evento costruito su aperitivo, pairing dinner, pizza, bar e cucina, gli strumenti non sono mai neutri.
Un kamado può essere utile quando serve lavorare con il carbone in modo controllato, gestendo coperchio, aria, temperatura e tempi di cottura.
Una griglia professionale può sostenere preparazioni più rapide, porzioni, vegetali, pesci, carni, spiedi e passaggi finali.
Un forno può diventare centrale nella parte dedicata alla pizza, al pane, agli impasti e alle preparazioni da forno.
La scelta dello strumento incide sul risultato, ma anche sul ritmo del servizio. Per questo non basta pensare alla singola cottura. Occorre ragionare su spazi, tempi, flusso di lavoro, numero di persone coinvolte e tipo di proposta gastronomica.
È qui che la parte tecnica incontra davvero la cucina.

ALTO Cocktail Festival 2026 racconta una direzione chiara.
La ristorazione non si muove più solo per compartimenti separati. Bar, cucina, pizza, sala, musica, luogo e relazione con l’ospite sono sempre più collegati.
Un cocktail può nascere leggendo un piatto.
Un piatto può essere costruito pensando a una bevuta.
Una pizza può diventare parte di un percorso gastronomico.
Una cottura può diventare un elemento di raccordo tra ingredienti, aromi e servizio.
Per questo il festival è interessante anche per chi non lavora direttamente nel mondo della miscelazione. Racconta un modo più fluido di progettare l’ospitalità, dove ogni scelta deve contribuire all’identità del locale.

Dal 23 al 30 maggio 2026, ALTO Cocktail Festival porterà ad ALTO Rooftop Cervia una settimana dedicata a cocktail, cucina, pizza d’autore e ospitalità contemporanea.
Il valore dell’evento sta nella sua capacità di mettere in relazione mondi diversi: bartender, chef, pizzaioli, sale, aziende, professionisti e pubblico.
In questo contesto, la presenza di sistemi di cottura professionali assume un ruolo concreto. Non come semplice elemento visivo, ma come parte del lavoro gastronomico: cotture, finiture, impasti, calore, carbone e servizio.
Kamado Pro parteciperà come sponsor tecnico con il coinvolgimento di Kamado Joe, Monolith, Rizzoli e MAM Forni, dentro un festival che guarda al futuro dell’ospitalità attraverso il dialogo tra piatto, drink e cucina professionale.
Dove

Come ti possiamo aiutare?