ALTO Cocktail Festival 2026

ALTO Cocktail Festival 2026: cosa è successo a Cervia tra cocktail, cucina, pizza e cotture sulla brace

ALTO Cocktail Festival 2026 si è chiuso a Cervia confermando il suo ruolo tra gli appuntamenti più interessanti per chi segue l’evoluzione della miscelazione, della cucina d’autore e della pizza contemporanea.

Dal 23 al 29 maggio, nelle sei serate principali del festival, ALTO Rooftop è diventato un punto di incontro tra bartender, chef, pizzaioli, aziende e professionisti dell’ospitalità.

I numeri raccontano una crescita evidente: oltre mille presenze, più di cinquanta ospiti, una line-up internazionale e tre talk dedicati ai temi che oggi attraversano il settore. Ma il dato più interessante non è solo quantitativo.

Quello che è successo ad ALTO Cocktail Festival riguarda soprattutto il modo in cui cocktail, cucina e pizza sono stati messi nello stesso dialogo.

Il festival ha lavorato su una direzione precisa: costruire relazioni tra drink, piatti, impasti, cotture, servizio e contenuti. In questo scenario, anche il fuoco vivo ha avuto un ruolo concreto.

Kamado Pro ha partecipato come sponsor tecnico dell’evento, portando sistemi di cottura pensati per il lavoro professionale: griglie kamado, griglie yakitori Rizzoli, carbone e forno MAM per la parte dedicata alla pizza.

Non una presenza da semplice esposizione, ma un supporto operativo dentro aperitivi, cene, live cooking e momenti di servizio.

ALTO Cocktail Festival 2026

Due momenti a tutta brace: aperitivo al piano terra e cena in terrazza

Le serate di ALTO Cocktail Festival 2026 erano divise in due momenti principali: prima l’aperitivo al piano terra, poi la cena sulla terrazza panoramica di ALTO Rooftop.

Durante l’aperitivo, le griglie hanno lavorato su piccoli assaggi preparati alla brace, pensati per l’inizio della serata e per un servizio più rapido: verdure, pesce, carne, spiedi e preparazioni da condividere.

La cena si spostava invece sulla terrazza, con un lavoro più articolato tra cucina, cocktail, pizza, cotture alla brace e forno MAM. Questa divisione ha permesso di usare le attrezzature in modo diverso: più diretto e immediato al piano terra, più inserito nel percorso gastronomico durante la cena.

ALTO COCKTAIL FESTIVAL 2026 CERVIA

Un evento costruito sul dialogo tra bar, cucina e pizza

Uno degli aspetti più interessanti di ALTO Cocktail Festival 2026 è stato il rapporto tra miscelazione, cucina e pizza. Il cocktail non è stato trattato come semplice abbinamento finale, ma come parte del progetto gastronomico. Lo stesso vale per la pizza, inserita in diversi momenti del festival non solo come chiusura conviviale, ma come prodotto capace di dialogare con drink, farciture, forno e ingredienti lavorati.

Questa impostazione ha reso centrale la gestione degli strumenti. In un evento con chef, pizzaioli e professionisti della miscelazione che lavorano in sequenza, griglie e forni devono sostenere il servizio, non rallentarlo. Devono garantire tempi corretti, controllo del calore, continuità di lavoro e risultati coerenti con il tipo di preparazione.

ALTO COCKTAIL FESTIVAL 2026 CERVIA

Le griglie fornite da Kamado Pro per le cotture alla brace

Le griglie utilizzate durante il festival hanno risposto a funzioni diverse nei due momenti principali delle serate: l’aperitivo al piano terra, con piccoli assaggi preparati sulla brace, e la cena sulla terrazza panoramica di ALTO Rooftop.

Le griglie kamado hanno permesso di lavorare con il carbone in modo controllato, gestendo cotture dirette, cotture a coperchio chiuso, finiture e passaggi più delicati sul prodotto. Sono strumenti adatti quando serve combinare calore, gestione dell’aria e contenimento della dispersione.

Le griglie yakitori Rizzoli hanno invece coperto una funzione più diretta e rapida. Questo tipo di griglia è utile quando la cucina deve lavorare su piccole porzioni, spiedi, vegetali, pesce, carne e preparazioni da servizio. Il calore arriva in modo immediato, la distanza dalla brace è facilmente leggibile e il cuoco può intervenire rapidamente sul prodotto.

ALTO Cocktail Festival 2026

Daniele Binco a sinistra con al centro Niccolò Amadori e lo Chef Edoardo Tilli

Le cotture degli chef sulla brace

Durante le serate, il lavoro sulla brace ha accompagnato aperitivi, cene e preparazioni dal vivo. Le griglie sono state utilizzate per cotture e finiture su carne, pesce, verdure e preparazioni pensate per il servizio. Il punto non era “fare brace” in modo generico, ma usare il calore del carbone dove poteva aggiungere una funzione precisa.

Su una carne, la brace può costruire crosta, profumo e parte tostata. Su un pesce può dare una nota più asciutta e una leggera impronta affumicata. Su una verdura può aumentare concentrazione e carattere. Su una preparazione già impostata può diventare un passaggio finale prima dell’uscita.

Questo approccio è particolarmente utile nei percorsi di abbinamento. Quando un piatto deve dialogare con un cocktail, ogni elemento aromatico va dosato. La brace non deve coprire il drink né appesantire il piatto. Deve aggiungere un livello: tostato, vegetale, affumicato, amaro, dolce o grasso, a seconda dell’ingrediente e dell’abbinamento.

ALTO COCKTAIL FESTIVAL 2026 CERVIA

Specialisti della brace, professionisti della miscelazione e pizzaioli

Uno dei momenti più indicativi dell’edizione 2026 è stato il percorso costruito con uno specialista della miscelazione, uno specialista della cottura alla brace e un pizzaiolo ospite. Questa struttura conferma un passaggio importante: barbecue, brace e griglia non sono più letti solo come cotture separate dal mondo gastronomico, ma come strumenti che possono entrare in un percorso più articolato.

Per uno chef o un ristoratore, questo è un punto rilevante. Inserire una griglia professionale in cucina non significa aggiungere semplicemente una postazione calda. Significa definire cosa deve fare quella postazione: quali prodotti deve gestire, con quale carbone, con quali tempi, con quale personale e con quale ruolo nel menu.

Il festival ha mostrato bene questa logica. Le griglie non erano elementi isolati, ma parte di un flusso fatto di cocktail, piatti, pizza, servizio e pubblico. In questo contesto la brace funziona solo se è governata: accensione corretta, carico adeguato del carbone, distanza dal prodotto, pulizia della griglia, tempi di uscita e coordinamento con la cucina.

ALTO Cocktail Festival 2026

Il forno MAM e la parte pizza

Accanto alle griglie, il forno MAM ha sostenuto la parte dedicata alla pizza e ai prodotti da forno. Il tema pizza e cocktail è stato uno dei punti forti del festival, perché oggi la pizza contemporanea viene sempre più spesso letta come prodotto gastronomico completo, non solo come preparazione da pizzeria tradizionale.

In un evento come ALTO Cocktail Festival, il forno deve rispondere a esigenze molto precise. Deve lavorare in continuità, mantenere una gestione corretta del calore, permettere uscite rapide e sostenere impasti e farciture diverse. Il pizzaiolo deve poter controllare cottura, sviluppo del cornicione, asciugatura della base e resa della farcitura anche in un contesto non ordinario, con tempi serrati e servizio distribuito su più momenti della serata.

Le pizze hanno accompagnato diverse fasi del festival, dalla parte finale delle serate ai percorsi più costruiti con professionisti della miscelazione e specialisti della brace. In questi casi il forno non è solo uno strumento di cottura, ma parte dell’organizzazione del servizio. Deve permettere alla pizza di entrare nel dialogo con cocktail, ingredienti e preparazioni alla brace.

ALTO Cocktail Festival 2026

Pizza e cocktail: una direzione concreta per la ristorazione

Il rapporto tra pizza e cocktail non va letto come semplice alternativa alla birra o al vino. Il lavoro diventa interessante quando impasto, cottura, farcitura e drink sono pensati insieme. Una pizza con componenti grasse può richiedere acidità o parte amara nel bicchiere. Una pizza vegetale può dialogare con note erbacee, agrumate o speziate. Un ingrediente passato alla brace può trovare nel cocktail un richiamo tostato o affumicato.

In questo senso, la presenza nello stesso evento di griglie, forno, chef, pizzaioli e professionisti della miscelazione ha reso evidente una direzione concreta: la cucina contemporanea lavora sempre più spesso per sistemi collegati. Non solo piatto. Non solo drink. Non solo pizza. Ma un insieme di preparazioni, cotture e abbinamenti costruiti in modo coerente.

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I protagonisti delle serate

ALTO Cocktail Festival 2026 ha riunito professionisti provenienti da ristoranti, cocktail bar e pizzerie di riferimento. Tra i nomi della parte gastronomica sono stati citati Benedetta Romano del Geranium, Enrico Croatti di Moebius Milano, Enrico Fusi di Fuba, Andrea Impero di Elementi Fine Dining, Federico Sisti di Frangente, Lorenzo Sirabella di Dry Milano, Edoardo Tilli di Podere Belvedere, Antonio Pappalardo di Cascina dei Sapori, Federico Del Moro di Crunch Roma e Christian Balzo di Ristorante Piano35.

Per la parte pizza, tra i protagonisti figurano Davide Fiorentini di O’ Fiore Mio, Francesco De Maria, Gennaro Pepe e Francesco Auriemma de I Vesuviani, Marco Manzi di Pizzeria Giotto e Federico Del Moro di Crunch Roma.

La varietà dei professionisti coinvolti ha dato alle attrezzature una funzione reale: sostenere stili diversi, prodotti diversi e tempi diversi. Questo è uno degli aspetti più utili da osservare per chi lavora nella ristorazione. Una griglia o un forno professionale non devono funzionare solo in condizioni ideali. Devono essere leggibili e affidabili quando più persone li usano con obiettivi differenti.

ALTO COCKTAIL FESTIVAL CERVIA

Oltre mille presenze e un evento in crescita

I report pubblicati dopo l’evento parlano di oltre mille presenze. È un dato significativo, ma il valore del festival non è solo nel numero di partecipanti. Il punto più rilevante è la qualità della struttura: un evento che mette insieme pubblico, professionisti, contenuti, cucina, pizza, cocktail e servizio.

Per le aziende che forniscono attrezzature professionali, contesti di questo tipo sono utili perché mostrano gli strumenti al lavoro. Non in una dimostrazione isolata, ma dentro un servizio reale, con tempi, pressioni, prodotti e operatori diversi.

Le griglie kamado, le griglie yakitori Rizzoli e il forno MAM hanno lavorato proprio in questa direzione: supportare chef e pizzaioli durante le serate, rendendo possibile l’inserimento del carbone e del forno in un evento complesso.

ALTO COCKTAIL FESTIVAL CERVIA

Conclusione

ALTO Cocktail Festival 2026 ha confermato la crescita di una struttura che unisce miscelazione, cucina, pizza contemporanea e ospitalità. Oltre mille presenze, un programma di chef, pizzaioli e professionisti della miscelazione di alto profilo e una serie di serate costruite su abbinamenti, cotture dal vivo e momenti di confronto hanno reso il festival un osservatorio concreto sul settore.

Le griglie fornite da Kamado Pro e il forno MAM hanno avuto una funzione operativa: sostenere cotture alla brace, finiture, preparazioni su carbone e pizze durante le diverse fasi dell’evento. Il dato interessante non è solo la presenza delle attrezzature, ma il loro inserimento nel servizio.

Quando griglia, forno, cucina, pizza e cocktail lavorano dentro lo stesso progetto, il fuoco vivo non resta un elemento esterno. Diventa uno strumento di lavoro, da gestire con metodo e da usare solo quando aggiunge valore al piatto, alla pizza o all’abbinamento.

ALTO Cocktail Festival 2026

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